Al Mercante sul Gambero Rosso: la nuova vita di un'insegna storica

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Al Mercante sul Gambero Rosso: la nuova vita di un’insegna storica

Al Mercante Gambero Rosso: tra le testate che hanno raccontato la nostra storia c’è anche la guida gastronomica più autorevole d’Italia. Il Gambero Rosso ha dedicato un ampio articolo al Ristorante Al Mercante, in occasione del trasferimento nella nuova sede di Via Cesare Cantù. La nuova sede è a pochi passi dalla storica Piazza dei Mercanti. L’articolo, firmato da Emilia Antonia De Vivo, è uscito il 5 febbraio 2019.

Al Mercante Gambero Rosso: la firma di Emilia Antonia De Vivo

Il pezzo del Gambero Rosso non è una semplice segnalazione. È il racconto di un passaggio importante nella vita del ristorante. Per circa un secolo Al Mercante aveva servito nel palazzo quattrocentesco dei Panigarola, in Piazza dei Mercanti. Ora apre il nuovo indirizzo nel cuore ambrosiano della città. La testata ricostruisce l’identità del locale come riferimento gastronomico della zona del Cordusio: un indirizzo amato per i pranzi d’affari e un punto fisso per il pubblico del Teatro alla Scala. Tra i suoi affezionati, ricorda l’articolo, c’era anche Carla Fracci.

Dalla Piazza dei Mercanti alla Pinacoteca Ambrosiana

Il Gambero Rosso inquadra il trasferimento nell’onda di cambiamento che ha trasformato il Cordusio, da centro finanziario ad area dello shopping di alta gamma. La nuova sede affaccia su Piazza Pio XI, di fronte alla Pinacoteca Ambrosiana. Un contesto che ha aperto, scrive la testata, un dialogo diretto tra arte e cucina. È qui che, dopo un secolo di attività, il ristorante reinterpreta la tradizione milanese in una veste più contemporanea, senza perdere le proprie radici. Il riconoscimento di Bottega Storica di Milano, ottenuto nel 2010, resta il filo che lega le due sedi.

L’ambiente firmato Nicola Gallizia

Buona parte dell’articolo è dedicata al nuovo concept, firmato dal designer milanese Nicola Gallizia. Il Gambero Rosso descrive un progetto in stretta relazione con il contesto urbano. Ampie vetrate lasciano a vista le lesene in pietra dell’edificio. Gli interni, dal gusto classico, sono giocati su un ritmo di chiaroscuri di ispirazione caravaggesca. L’illuminazione è studiata per esaltare il candore dei tavoli e il cibo. Le boiserie in legno richiamano un’eleganza contemporanea di matrice newyorkese. Tre opere di Achille Funi, infine, segnano sulle pareti le radici della cultura milanese del Novecento.

La cucina di Claudio Romanini

L’articolo ricostruisce anche la storia familiare. Al Mercante fu rilevato nel 1976 da Corrado e Margherita Romanini. Oggi è condotto dai figli Simona e Claudio, che ne portano avanti i valori. Il Gambero Rosso si sofferma sulla filosofia di Claudio: la ricerca quotidiana delle materie prime e un menu sorprendentemente lungo, costruito anche sui piatti del giorno ispirati all’offerta del mercato. Alla domanda sul perché di una lista così ampia, la risposta nell’articolo è diretta:

“Perché siamo pazzi!”

Claudio Romanini, Gambero Rosso — 5 febbraio 2019

Dietro la battuta c’è un metodo preciso. Ci sono i piatti fissi della tradizione, a cui i clienti affezionati non rinuncerebbero. E ci sono le proposte stagionali, ad esaurimento giornaliero. Ricette semplici, rispettose della materia prima, con qualche rivisitazione contemporanea dei grandi classici milanesi e mediterranei.

I fornitori d’eccellenza

Il Gambero Rosso valorizza il rapporto diretto con produttori e allevatori, costruito da Claudio sul territorio. L’articolo cita le farine macinate a pietra di Petra–Molino Quaglia per pane e paste fresche fatte in casa. Ricorda il riso Carnaroli e la bresaola di razza Limousine della Cascina Gaggioli. Menziona le carni della Macelleria Masseroni e i formaggi della Resistenza Casearia di Giuseppe Zen. Cita infine l’olio extravergine prodotto dall’azienda di famiglia sul Lago Trasimeno. La stessa attenzione alla filiera che continua a guidare la nostra cucina ogni giorno.

Perché la recensione del Gambero Rosso è significativa

Essere raccontati dal Gambero Rosso significa entrare nel racconto autorevole della ristorazione italiana. L’articolo non si limita a registrare un cambio di indirizzo: riconosce la capacità di innovare partendo dalla tradizione, restando fedeli a se stessi. È un riconoscimento che conferma il nostro percorso. Lo troverai accanto alle altre testate nella nostra rassegna stampa, nel cuore storico di Milano, a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana e dal Duomo.

Fonte: Gambero Rosso — “La nuova vita di Al Mercante di Milano”, di Emilia Antonia De Vivo, 5 febbraio 2019.

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